10/04/2008
Elogio dei barbari
Io credo che ci salveranno i barbari. E quando intendo barbari non mi riferisco a quei quattro bischeri vestiti da divi della TV con il macchinone, l’orologio firmato che fanno i fighetti il sabato sera. Quelli non sono barbari, son solo dei coglioni ignoranti.
Io mi riferisco ai barbari veri, quelli che guardano alla concretezza delle cose. Perchè un orologio per un barbaro è prima di tutto un orologio, uno strumento che deve segnare l’ora. Una macchina è una macchina, serve a trasportare la gente. Un bicchiere di vino buono è un bicchiere di vino che ha un buon sapore e che non contiene veleni, indipendentemente da etichette, DOCG, disciplinari.
Il barbaro va al nocciolo delle cose il resto non gli interessa. Per un barbaro un pezzo di pane serve a nutrire i bambini, non a gustare il pane di una volta fatto con la farina macinata a mano. Il barbaro se ne frega della farina macinata a mano quando metà dell’umanità vive con meno di un dollaro al giorno.
Io credo che ci sia bisogno dei barbari che ci riportino al più presto alla concretezza delle cose, che ci diano la forza di indignarci, di reagire alla violenza delle parole, a chi si crede impunito ed impunibile. C’è bisogno di un barbaro che ci ricordi che per realizzare ogni cosa bella di cui parliamo dobbiamo essere disposti a pagare un prezzo fatto di lacrime, sudore e sangue. E se avremo abbastanza forza ed abbastanza coraggio per pagare questo prezzo allora veramente faremo di questo mondo un posto migliore. E quel giorno i barbari ci chiameranno uomini.
Fino ad allora fanno benissimo a chiamarci con due aggettivi che ci calzano a pennello.
Ricchi.
E ipocriti.
„Quote posted at 16:31







